A tu per tu con Matteo Ingrossi, attaccante classe 1990. Per lui si prospettava una carriera in ben altre categorie viste le capacità tecniche e fisiche, ma col tempo si è un pò perso per strada. Acquistato dal Braccagni lo scorso anno, il Roselle non si è voluto privare del suo “giovincello” rifiutando richieste da categorie superiori  e puntando su di lui come punto fermo in attacco.

Voglio cominciare dal tuo gol più importante con questa maglia, quello che ha aperto le porte al primo titolo della nostro nuova era. Raccontacelo e dicci cosa hai provato.
E’ stato bello segnare in una partita importante come quella e con il quale siamo riusciti a vincere!per me e stato bellissimo ma penso per tutti per i dirigenti e il presidente !Spero che ce ne siano altri altrettanto importanti!!
In molti credono che tu abbia infinite potenzialità ma che fatichi ad esprimerle. Che ne pensi?
E’ sempre stato una mia pecca non riuscire mai ad avere continuità ma e anche vero che in 5 anni che gioco con le prime squadre ho cambiato 4 squadre, spero di migliorarmi.
Come trovi il livello quest anno rispetto allo scorso anno?
Quest’ anno il livello e cresciuto sono arrivati giocatori di esperienza che hanno giocato tanti anni in categorie superiori e che aiutano tutti a fare meglio.
Uno spogliatoio zeppo di personalità, tu che sei giovincello come ti trovi?
Più che di personalità è zeppo di ritardati mentali e non mi posso che trovare bene..come se fossi a casa!!
Dove vuoi arrivare e soprattutto, ci vuoi arrivare con la maglia dell ACR?
Voglio arrivare dove vuole arrivare il presidente non decido io gli obbiettivi ma sarà sicuramente facile da capire..VINCERE tutto e salire quanto più possibile!!!

Avanti a tutta forza…Edmundo, o come ti chiamano i compagni…bigodino!!!

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