Intervistiamo Matteo Di Fiore, classe 95, centrocampista vecchio stampo. Grinta e personalità da vendere, uno che parla poco o niente ma quando il gioco si fa duro, state certi che comincia a giocare! Fermato fino a dicembre da un errore di tesseramento, si è riguadagnato il campo, è partito come se nulla lo avesse mai fermato…

DiFio, finalmente il campo ha preso il posto dei problemi di tesseramento…contento? Cosa ci racconti?

Finalmente si, sono tornato in campo e non son contento, sono entusiasta. Quando a Settembre mi è arrivata la notizia che non avrei potuto giocare fino a Gennaio è stato come se mi fosse passato sopra un treno. Era già un mese che mi allenavo nell’ACR e fin da subito nelle partite amichevoli mi sentivo alla grande sia in campo che con i compagni e a quella notizia ho visto tutto questa gran bella situazione sfuggirmi dalle mani. Il tempo ha fatto il suo corso ed il rientro è stato grandioso! Finalmente sono a tutti gli effetti un giocatore di questa grande squadra.

Cosa pensi dell’ACR tu che sei passato da una Società professionistica come il Gavorrano?

Già da quando il Presidente mi contattò nel Giugno scorso, mentre stavo ancora disputando il Passalacqua, ho avuto molto interesse per questo progetto; interesse che si è trasformato poi in piena adesione. Dal mio punto di vista quello che manca l’ACR non ha nulla da invidiare alle squadre che solo formalmente si possono dire professionistiche; qui a Roselle si respira davvero un aria di piena professionalità, si lavora con cognizione di causa e l’unità degli intenti è coesa omogeneamente verso un unico obbiettivo. Per diventare dei professionisti a tutti gli effetti manca solo la formalità del campionato in cui giochiamo.

Avresti dovuto giocare in Promozione, ti sei ritrovato in seconda categoria…rimpianti?

Rimpianti zero. Non è la categoria che m’interessa, inoltre come ho già detto questa società è già potenzialmente di categorie superiori. In Promozione dopotutto, facendo tutti gli scongiuri del caso, penso che ci arriveremo presto

L’anno prossimo inizi l’Universita…e noi come facciamo?

Penso che per giocare qui un modo per organizzarci con tutti gli impegni scolastici si possa trovare; anzi la mia volontà è proprio quella di restare a giocare a Roselle il più possibile, cercando di gestire al meglio tutte le problematiche del caso.

Dove può arrivare questa squadra?

Le potenzialità sono direttamente proporzionali alla voglia di far bene che c’è tra gli elementi di uno stesso gruppo. Questa società ha un’infinita voglia di fare; a ora non voglio porre limiti!

Cosa sentì dire in giro del Roselle? Corrisponde al vero?

Sul Roselle girano tante voci, mi dispiace che si pensi che l’ACR sia una squadra boriosa e assolutamente superba, irrispettosa degli avversari. Purtroppo della serietà con cui si vive all’interno di questo gruppo ne può parlare solamente chi ci sta dentro. Penso che le critiche che ci vengono fatte siano piuttosto delle ammissioni d’inferiorità, ma d’altra parte è bello sentir parlare sempre dell’ACR.

Concludi come ti pare…

Concludo dicendo che la forza di questo gruppo è la coesione che c’è tra i vari elementi, a dispetto da quel che si dice in giro! La nostra forza è il gruppo e la faremo valere fino alla fine!
One more tackle DiFio, one more!!!!
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